Buggerru

Javascript è richiesto per visualizzare questa mappa
StampaStampaInvia per e-mailInvia per e-mail
Dati Comune
Superficie:48,23 km²
Abitanti:1.120 30-11-2009
Densità:24,11 ab./km²
Frazioni:
Comuni contigui:Fluminimaggiore, Iglesias
CAP:09010
Pref. telefonico:0781
Codice ISTAT:107001
Codice catasto:B250
Nome abitanti:buggerrai
Santo patrono:San Giovanni Battista
Giorno festivo:24 giugno

Buggerru è un comune della provincia di Carbonia-Iglesias conta 1126 abitanti, affacciato sul mare di Sardegna da un canalone scavato nelle montagne dell'iglesiente, nel punto in cui si apre un'ampia insenatura tra il Capo Pecora e la bellissima spiaggia di Cala Domestica.

Territorio

Il territorio comunale si estende per 48,23 Km quadrati: ha forma grossomodo triangolare e confina a nord e a est con Fluminimaggiore, a sud con Iglesias e a ovest con il mare. Si tratta di una regione di rilievi piuttosto aspri anche s enon molto alti; la superficie è in genere arida.
La costa è alta nella parte meridionale del litorale, mentre in quella settentrionale si apre la lunga spiaggia di Portisceddu. Il paese è collegato per mezzo di una strda secondaria che ha inizio dalla statale 126 nei pressi di Fluminimaggiore, e prosegue poi verso sud, toccando le frazioni di Iglesias, Nebida e Masua e ricongiungendosi infine alla statale.

Storia

Probabilmente il nome Buggerru deriva da "Mugerru" cioè mungere quindi luogo dove si presume venissero munte le greggi.Secondo i documenti, nel 1852 Buggerru esisteva già da qualche anno. Di certo si sa che nel 1856 aveva l'aspetto di un piccolo villaggio con case disposte a schiera, magazzini e persino un piccolo ospedale. Allora contava 513 abitanti e tra le altre cose si era anche costruito un porticciolo da dove venivano imbarcati i minerali delle vicine minere destinati a Carloforte per prendere poi la via del continente o dell'estero. La popolazione aumentò in misura considerevole nel 1904 contava infatti oltre 6000 unità, di cui circa 3000 dedite all'attività mineraria con la società Malfidano.
Tuttavia l'intera popolazioe, al contrario di Masua, Nebida, Acquaresi e Montecani non disponeva di servizi adeguati. Furono proprio questi infatti i motivi che nel settembre del 1904 fecero scoppiare i primi scioperi operari che si conclusero con morti e feriti.

La società Malfidano, una società di origine francese venuta in Sardegna con sistemi colonialistici per strappare le fortune del sottosuolo isolano, sottoponeva i minatori a un vero e proprio sfruttamento. Dopo i "moti di Buggerru" del settembre 1904, il centro abitato è andato via via organizzandosi meglio pur continuando a vivere essenzialmente dell'attività mineraria.

Nel 1961 Buggerru ottene l'autonomia amministrativa da Flumini.

Attualmente Buggerru ha un certo rilancio grazie al turismo e alle attività della pesca. Il porto è stato ricostruito e adattato alle barche da diporto, e si attende la valorizzazione di tutto questo tratto di costa, rimasto sino ad ora fuori mano nonostante le sue indubbie qualità pèaesagistiche e ambientali.

Cultura

PATRIMONIO ARTISTICO CULTURALE E AMBIENTALE DI BUGGERRU
Il villaggio di Buggerru è posto sul fondo di un largo canalone che disgrada verso il mare ed è diviso in sue sezioni: la prima, affacciata su una insenatura, comprende ciò che rimane degli impianti industriali; la seconda, sviluppata nel fondo valle, comprende gli edifici residenziali che ospitavano il direttore, gli ingegneri e i tecnici in un complesso di casette curatissimi disposte secondo schemi nazionali.

In un piccolo prato vicino ad un carrello ci sono delle statue in pietra di tre minatori, che ricordano le tre vittime dell'eccidio del 1904. Il monumento è opera del noto scultore Pinuccio Sciola di San Sperate e risale al 1984.

Creative Commons License