Calasetta

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Dati Comune
Superficie:30,98 km²
Abitanti:2.851 31/05/2007 (fonte Istat)
Densità:92 ab./km²
Frazioni:Cussorgia
Comuni contigui:Sant'Antioco
CAP:09011
Pref. telefonico:0781
Codice ISTAT:107002
Codice catasto:B383
Nome abitanti:calasettani
Santo patrono:San Maurizio
Giorno festivo:22 settembre

Il comune di calasetta sorge sulla costa settentrionale dell’isola di Sant’Antioco, in una bella posizione paesaggistica e presenta una struttura a maglia regolare con tessuto viario a scacchiera di tradizione piemontese.
Sulle abitazioni, ad un solo piano con tetto a falda unica spiovente verso il mare, tinteggiate di bianco o di colori pastello emerge la parrocchiale ed è in cime alla collina, la Torre da cui si gode uno splendido panorama. Ai piedi della Torre, ad ovest, bella spiaggia tra due bracci di rocce.

Il porticciolo a Nord-Est dell’abitato è frequentato da pescherecci;vi attracca il traghetto per Carloforte (30 minuti di navigazione).

Il mare intorno a Calasetta è molto vario ed interessante. Si frequenta la zona di Cussorgia, meno la costa occidentale assai scoscesa ma con scorci veramente incantevoli. All’interno il paesaggio è caratterizzato da zone di bassa macchia mediterranea che si alterna a vigneti e a qualche tratto coltivato a legumi ; gli alberi d’”altofusto”sono rappresentati da fichi.

Storia

La storia di Calasetta ha inizio nella seconda metà del 700 cl programma di ripopolamento della parte settentrionale dell’isola di S.Antioco sancito dal governo sabaudo subentrato in Sardegna a quello spagnolo nel 1720.

Nel territorio restano numerosi nuraghi, deboli sono le tracce del periodo romano. In effetti Calasetta fu fondata nel 1770 da una colonia di immigrati provenienti dal Piemonte e dall’isola di Tabarca . Tre anni dopo, il governo sabaudo tentò di incrementare la popolazione inviando sul posto numerose famiglie piemontesi che ne avevano fatto richiesta. L’esperimento non diede però i risultati sperati, perché molti individui non adatti al duro lavoro richiesto, delusi per gli alloggi ed i terreni a loro assegnati, incapaci di adattarsi alle locali condizioni climatiche e per giunta gravemente colpiti da un’epidemia di vaiolo, che invece risparmiò la popolazione tabarchina, chiesero ed ottennero sin dall’inizio di potersene ritornare in patria. Resistettero invece i tabarchini.

A distanza di oltre due secoli, nonostante i sempre più frequenti ed intensi contatti con il popolo sardo i calasettani mantengono lingua ed alcune consuetudini che sono proprie della Liguria, patria dei loro antenati.

Il piano costruttivo dell’abitato di Calasetta fu affrontato intorno al 1771 dall’ingegnere militare Belli, che ideò tre strade parallele dalla riva del mare alla collina verso terra: la piazza con il suo cisternone, la chiesa, il magazzino verso il mare, e due serie di isolati rettilinei.

La costruzione della chiesa risale al 1839 dedicata a San Maurizio, e all’ultimo decennio dell’800 e al primo del 900 la costruzione del palazzo comunale che domina la piazza principale.

La Torre di Calasetta

LA TORRE di Calasetta, di forme e dimensioni simili a quella di Portoscuso, forse un poco più tozza, risale al XVII secolo, e conserva all’esterno l’interessante cornice a tondino, nella parte superiore, che richiama l’altra simile torre dell’isola di S.Antioco quella di Cannai. Acquistata dal comune del 1875 per il prezzo di 550 lire insieme al terreno demaniale circostante la torre ormai semi diroccata, fu restaurata più volte nei periodi bellici. Un recente ed accurato restauro ha portato alla luce il piano terra, suggestivo per la roccia su cui poggia e per la maestosità delle arcate. Tutti i calasetani guardano alla torre come ad un simbolo: familiare e rassicurante, ha dominato il paese fin dalle sue origini ed è stata muta testimone di tutte le vicende tristi e liete di questa comunità.

Calasetta - MANIFESTAZIONI E TRADIZIONI LOCALI

Le manifestazioni di Calasetta più interessanti si attuano per la sagra del patrono, San Maurizio, a fine settembre;
per la pasqua con la cerimonia dell’incontro; si celebra inoltre santa Lucia a metà dicembre , Santa Cecilia alla fine di novembre e San Pietro a fine giugno.
D’estate viene organizzata un’esposizione d’arte, in autunno la sagra dell’uva e la padellata.
La gastronomia conta alcune pietanze marinare come il “cascà” derivato dal cus cus arabo, il “pillo”, la zuppa di pesci “a cassola”, i Cassulli , i Canestrelli, le papassine, il Gatò e le caschette.
Una nota Cantina sociale produce vini tipici: il rinnomato carignano del Sulcis, il moscato e la mescolanza, ottenuto da diversi uvaggi, merita comunque una nota particolare la produzione del pesce e dei mitilli; diversi pescatori si dedicano alla pesca del corallo.

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