Fluminimaggiore
| Dati Comune | |
|---|---|
| Superficie: | 108,21 km² |
| Abitanti: | 3.002 31-10-2009 ( ISTAT ) |
| Densità: | 28 ab./km² |
| Frazioni: | Portixeddu, Sant'Angelo |
| Comuni contigui: | Arbus (VS), Buggerru, Domusnovas, Gonnosfanadiga (VS), Iglesias |
| CAP: | 09010 |
| Pref. telefonico: | 0781 |
| Codice ISTAT: | 107006 |
| Codice catasto: | D639 |
| Nome abitanti: | fluminesi |
| Santo patrono: | Sant'Antonio da Padova |
| Giorno festivo: | 13 giugno |
Comune della prov di Carbonia-Iglesias, compreso nella XIX comunità montana con 3134 abitanti, posto a 58 s.l.m lungo il rio Is Arrus .
Regione storica: Fluminese. Diocesi di Iglesias.
Territorio
Il percorso da Iglesias a Fluminimaggiore, lungo la SS 126, non è certo fra i più comodi di tutta la Sardegna, ma attraversa aree di interesse naturalistico fra le più suggestive tanto da ripagare ampiamente della fatica.
Dopo il lago artificiale di Punta Gennarta( o lago Corsi ) si sale fino al passo Arcu Genna Bogai (s.l.m 549m ) circondato da boschi e macchie salvati dalle distruzioni degli incendi in un paesaggio aspro di montagne spesso scoscese. Si scende poi rapidamente costeggiando il rio Antas in un’ambiente più dolce. Un tracciato ancora più arduo, ma certo più spettacolare collega Fluminimaggiore direttamente a Domusnovas, antico cammino di minatori del cui lavoro sono rimasti continui segni.
Un’escursione fra queste montagne, come in quelle che incorniciano il paese, assicura grosse soddisfazioni al naturalista, che potrà osservare l’ampio volteggiare di uccelli e ammirare il ciclo stagionale della flora ed al paleontologo. Anche lo speleologo troverà motivo di valide escursioni: infatti la Grotta De Su Mannau è la più famosa del fluminese, sia per la lunghezza straordinaria (circa 7 km) sia perché all’interno scorre un corso fluviale la cui emergenza da luogo a una sorgente che attualmente è captata per l’approvvigionamento idrico di Fluminimaggiore.
Probabilmente questa cavità era destinata al culto forse delle acque che è perdurato dal periodo prenuragico a quello romano. All’interno un interessante dedalo di gallerie, pozzi e sale con stupende concrezioni che possono essere superate solo con l’aiuto degli speleologici e con una ferrea volontà individuale.
La fatica fisica e però ampiamente ripagata dalle indimenticabili visioni interne del fiume sotterraneo che con il suo incessante laboratorio ha scavato la roccia calcarea cambriana.
La grotta di Su Mannau si apre a 210m sul versante sinistro del Riu Su Mannau.
La Grotta Di San Pietro si trova a poca distanza dalla Grotta di Su Mannau con il grande vantaggio che può essere esplorata da tutti purchè muniti di lampade e abiti appropriati.
Il corso d’acqua che passa nei pressi del paese, e che gli ha dato il nome, confluisce poco a nord nel Rio Bega che va subito a gettarsi nel mare, col nome di Manno, al limite settentrionale della bellissima spiaggia di Portisceddu.
Per chi ama il relax, splendida è la fascia costiera a nord della provincia, raggiungibile percorrendo un tratto della 126 e poi deviando a sinistra, subito dopo Gonnesa, da cui si succedono le località di Porto paglia, Fontanamare, Nebida, Masua e Portoflavia, Cala Domestica, Buggerru , Portisceddu e Fluminimaggiore appunto.
Servizi
Fluminimaggiore è collegato con autolinee agli altri centri della provincia.
Possiede guardiamedica, medico, farmacia, scuola dell’obbligo e servizi bancari;è dotato di proloco e biblioteca comunale.
Storia
Le testimonianze più remote dell’insediamento in questo territorio risalgono al bronzo antico. Una grotta-santuario utilizzata per esigenze culturali dall’età nuragica al periodo romano venne scoperta a Su Mannau.
Il centro archeologico più significativo della zona è il tempio di Sid - Sardus Pater nella valle di Antas, noto come Tempio di Antas. Di particolare importanza è il nuraghe polilobato Su Gorrazzu de Su Estiu, al centro di antiche leggende sul diavolo, che meriterebbe una campagna di scavi.
L’interesse per le risorse minerarie di cui è ricca la zona, portò ad una continuità di insediamenti umani anche in età fenicio punica e romana. Di costruzione punica, è il tempio di Antas, situato nella boscosa valle omonima. Nello stesso sito o poco discosto, pare sorgesse il centro minerario romano di Metalla.
Il sito di Antas fu abiutato anche in epoca medioevale sicuramente fino al 1421; prima della fine del XVI secolo risulta però spopolato.
Il paese di Fluminimaggiore sorgeva, nel medioevo, a qualche km dall’attuale sito, in vista del mare. Appartenente al giudicato di Cagliari e fu compreso nella curatoria del Cixerri . dopo la caduta del giudicato, divenne possesso dei conti Donoratico della Gherardesca poi del comune di Pisa al quale fu tolto dagli aragonesi che nel 1324 conquistarono i domini pisani. Nel 1330 per la sua posizione al confine tra il giudicato di Cagliari e quello D’Arborea, fu oggetto di contesa tra il re D’Aragona Alfonso IV e il giudice arboree Ugone II. Nel 1421 il re D’Aragona lo concesse in feudo a Nicolò Gessa. Più tardi passò alla famiglia Asquer.
Inseguito a varie incursioni barbaresche il paese venne abbandonato ma, nel XVIII secolo, venne rifondato nel sito attuale, per iniziativa di Pietro Maccioni di Terralba che, ottenuta dal visconte Ignazio Asquer una vasta area di territorio, vi si trasferì con numerosi paesani.
Arte
PATRIMONIO ARTISTICO, CULTURALE E AMBIENTALE:
L’edificio più interessante è la chiesa di Sant’Antonio da Padova, parrocchiale costruita a partire dal 1750 e radicalmente modificata nel 1810. ha una pianta a croce commissa e a tre navate ricoperta da volte a botte. Il presbiterio e l’altare maggiore sono ricchi di marmi policromi del 700. altro importante riferimento del villaggio è il museo paleontologico, che è stato costituito a cura del gruppo Grotte Fluminese che lo gestisce. Si trova in un edificio di piazza Regione. Ospita una discreta collezione di fossili marini che documentano l’evoluzione del territorio fluminese. Il suo vastissimo territorio che arriva fino al mare.
ARTIGIANATO
In passato a Fluminimaggiore era abbastanza fiorente la tessitura di panni di lino e della lana praticata dalle donne sui telai domestici. In particolare era rinnomata la produzione di tessuti di lino che in certa misura erano venduti nei centri abitati dei dintorni.
Tradizioni popolari
Le manifestazioni religiose più tipiche sono quele per le sagre di sant’Antonio da Pdova a metà giugno, con una procezzione in costume e dell’Assunta a ferragosto, col corteo in abito di gala e tante altre attrattive popolari. Interessante è la celebrazione dell’apertura del carnevale, in occasione della ricorrenza di Sant’Antonio Abate, 16 gennaio, con i giganteschi falò, uno in ogni rione del paese.
È stato recuperato l’antico costume caduto in disuso, che comprende nel vestiario muliebre abiti lunghi di seta e di velluto con un fazzoletto chiaro di diversi colori. Nel costume maschile si notano i corpetti con una fila di bottoni al centro. La gastronomia fonda i suoi piatti forti sulla selvaggina, sui funghi, sul miele e sui formaggi pecorini e caprini.
Economia
Nella prima metà del secolo le due grandi basi dell’economia locale l’agricoltura e l’allevamento, erano state pressoché abbandonate per il diffondersi delle attività estrattive, molto estese in tutto il territorio. A metà circa del 900 è venuta però la crisi e le miniere sono state via via rapidamente abbandonate. Inseguito hanno quindi ripreso piede l’agricoltura , la pastorizia, soprattutto di capre e pecore, sparso nel vasto territorio. Da alcuni decenni però vi si stanno sviluppando però il commercio e soprattutto il turismo, che può contare un albergo con28 posti letto, agriturismi e ristoranti.
Artigianato
In passato era abbastanza fiorente la tessitura di panni di lino e della lana praticata dale donne sui telai domestici. In particolare era rinnomata la produzione di tessuti di lino che in certa misura erano venduti nei centri abitati dei dintorni.

