Giba
| Dati Comune | |
|---|---|
| Superficie: | 34,65 km² |
| Abitanti: | 2.144 2009 |
| Densità: | 61,88 ab./km² |
| Frazioni: | Villarios |
| Comuni contigui: | Masainas, Piscinas, San Giovanni Suergiu, Tratalias |
| CAP: | 09010 |
| Pref. telefonico: | 0781 |
| Codice ISTAT: | 107007 |
| Codice catasto: | E022 |
| Nome abitanti: | gibai |
| Santo patrono: | San Pietro |
| Giorno festivo: | 29 giugno |
Comune della prov. di Carbonia-Iglesias, con 2093 abitanti, posto a 59 m s.l. m. a sud del lago di monte Pranu, del quale per fortuna non ha risentito degli effetti negativi che hanno toccato Tratalias.
Territorio e Ambiente
Il territorio comunale di Giba, comprende anche la frazione di Villarios e confina a nord con San Giovanni Suergiu, Tratalias e Villaperuccio, a est con Santadi, a sud con Teulada e Sant’Anna Arresi e a ovest col mare del golfo di Palmas. Del territorio comunale di Giba fa anche parte lo stagno di Porto Botte (con flora e fauna palustri). Il golfo di Palmas, ricco di storia perché teatro di alcuni tra i principali sbarchi di invasori nell’isola per la facilità dei suoi approdi, alcuni abbastanza pacifici come quelli fenici, altri conquistatori come quello aragonese o perdenti come i francesi dell’età rivoluzionaria.
Storia
Il territorio di Giba conserva tracce di insediamenti del IV e III millennio a.C.; non si sono trovati residui del periodo fenicio punico, durante il qualle dovette pure essere frequentato, mentre al periodo romano risalgono i resti della strada che lo attraversava in direzione di Tratalias: si tratta probabilmente dell’arteria che da Nora conduceva Sulci.
Per quanto riguarda l’abitato vero e proprio si ritiene che sia stato fondato intorno al V secolo d.C da berberi ribelli, confinati dal re dei vandali Genserico dall’Africa nel territorio del Sulcis.
In epoca medioevale faceva parte della curatoria di Sulcis nel giudicato di Cagliari; 1257 venne in possesso venne in possesso dei conti di Donoratico della Gherardesca ; con la pace del 1326 cadde sotto il controllo aragonese. Al contrario della maggior parte delle ville sarde conquistate, però Giba non venne infeudata ed infatti partecipa come “universitas” autonoma al primo parlamento svoltosi a Cagliari nel 1355.
Il paese era allora un florido centro e nel suo territorio comunale sono attestate, per quel periodo diverse ville di una certa consistenza. Ben presto, però cominciò a decadere, come ci documentano alcune fonti, dalle quali risulta che nel 1423 era ormai spopolata.
Nel 1647 venne infeudata e con Villarios, Masainas e Sant’Anna Arresi costituì il marchesato di Villarios concesso a Francesco Amat.
Attualmente nel comune di Giba sono comprese due frazioni: Piscinas e Villarios. La prima, esistente già agli inizi del 300 risulta spopolata nel 1423 come Giba; risorgerà in epoca moderna per motivi religiosi attorno alla chiesa di Santa Maria. La seconda, per la quale si hanno tracce di insediamenti già in età nuragica (nuraghe di Villarios) è attestata nel 1485 ed in epoca moderna si è trasformata in un abitato a spiccato indirizzo rurale.
Economia
L'economia di Giba è basata sull’agricoltura, in particolare la cerealicoltura, l’agrumicoltura, l’orticoltura, la viticoltura e l’olivicoltura; discretamente sviluppato anche l’allevamento, in particolare quello ovino e quello bovino. Vi operano anche alcune piccole imprese nel settore alimentare e nel settore dell’edilizio. In via di sviluppo anche il turismo.
Archeologia
Il territorio di Giba conserva alcune domus de Jannas ascrivibili alla cultura di Ozieri. Numerosi i nuraghi, in particolare si citano quelli di Acqua callenti, Brughitta, Gambulas, Corgius Longus, De FRois, Fais, Fragiacco, Giara, Gibarussa, Is Piras, Is Ulmus, Martini, Meurra, Panicasu, Piras, Rubiu, Santa Lucia, Sa Perda, Sa Reina, Villarios.
Tra tutti questi il più interessante è il complesso del nuraghe Meurra, imponente costruzione del tipo polilobato, circondato da un vasto villaggio nuragico e da alcune tombe dei giganti che meriterebbe di essere scavate sistematicamente.
In fine in località Sa Cresiedda, a Giba si trovano le rovine di una villa romana di età imperiale e i resti di una strada che si presume quella che da Sulci conduceva alla zona mineraria.
Il territorio di Giba conserva alcune domus de Jannas ascrivibili alla cultura di Ozieri. Numerosi i nuraghi, in particolare si citano quelli di Acqua callenti, Brughitta, Gambulas, Corgius Longus, De FRois, Fais, Fragiacco, Giara, Gibarussa, Is Piras, Is Ulmus, Martini, Meurra, Panicasu, Piras, Rubiu, Santa Lucia, Sa Perda, Sa Reina, Villarios.
Tra tutti questi il più interessante è il complesso del nuraghe Meurra, imponente costruzione del tipo polilobato, circondato da un vasto villaggio nuragico e da alcune tombe dei giganti che meriterebbe di essere scavate sistematicamente.
In fine in località Sa Cresiedda, a Giba si trovano le rovine di una villa romana di età imperiale e i resti di una strada che si presume quella che da Sulci conduceva alla zona mineraria.
Feste e tradizioni popolari
Il momento più significativo, nel quale si ricordano le tradizioni della giovane comunità di Giba, è quello della festa della Madonna del Rimedio: si svolge il 10 settembre e culmina con una processione che vede la sfilata di costumi e di cavalieri provenienti anche dai villaggi vicini; generalmente la festa religiosa è accompagnata dal ballo pubblico in piazza, dalla musica tradizionale e dai fuochi d’artificio. Molto importante l’artigianato della tessitura (cooperativa tessile San Pietro via Roma).


