San Giovanni Suergiu

Javascript è richiesto per visualizzare questa mappa
StampaStampaInvia per e-mailInvia per e-mail
Dati Comune
Superficie:70,63 km²
Abitanti:6.054 30-06-2008
Densità:85,71 ab./km²
Frazioni:Funtannona, Is Collus, Is Cordeddas, Is Ghisus, Is Imperas, Is Loccis, Is Loccis Diana, Is Loccis Santus, Is Pes, Is Pitzus, Is
Comuni contigui:Carbonia, Giba, Portoscuso, Sant'Antioco, Tratalias
CAP:09010
Pref. telefonico:0781
Codice ISTAT:107017
Codice catasto:G287
Nome abitanti:sangiovannesi (santuannesus)
Santo patrono:San Giovanni Battista
Giorno festivo:24 giugno

San Giovanni Suergiu (in sardo Santu Juanni Sruexu) è un comune di 6.116 abitanti della provincia di Carbonia-Iglesias, nella regione del Sulcis-Iglesiente.

Territorio

Localizzato nella pianura del basso Sulcis, zona situata nella parte sud occidentale della Sardegna nella provincia di Carbonia- Iglesias, San Giovanni Suergiu si presenta come l’evoluzione di tanti insediamenti abitativi sparsi nel territorio e denominati “forriadroxius”.
Un tempo solo rifugi precari per bestiame e pastori, i “furiadroxius” con l’andare del tempo hanno assunto sempre più le caratteristiche di veri e propri insediamenti abitativi urbani, indipendenti gli uni dagli altri, denominati “medaus”. Oggi si possono contare circa sessanta realtà abitative del genere che con San Giovanni (capoluogo del comune e centro più popoloso), Palmas (l’antico e storico municipio “villa di Palmas”, dal quale deriva la denominazione del golfo verso il quale si affaccia il territorio), Matzaccara (principale frazione che ebbe una storia propria autonoma) e Is Urigus (da considerarsi l’evoluzione più moderna di un Medau), costituiscono l’attuale comune.

Storia

Le prime testimonianze di insediamenti umani sono antichissime, come dimostrano i ritrovamenti delle Domus de Janas, i nuraghi e le tombe dei giganti presenti nel territorio.
Successivamente ci fu l’insediamento dei Cartaginesi e dei Romani. Del periodo romano restano le tracce evidenti del porticciolo e delle terme.
Subito dopo il 1000, Villa di Palmas fece parte del giudicato di Cagliari e della curatoria del Sulcis.
Quindi dal 1328 passò ai conti toscani della Gherardesca. Dalla vicina Sulci, in seguito, nelle tante incursioni saracene che spopolarono quel centro, vi si riservarono puntualmente tanti abitanti in cerca di un rifugio più sicuro e più lontano dalla costa; sino a quando, tra il 1358 ed il 1471, anche questo centro venne distrutto dai barbari. Niente resta infatti del locale castello, del quale è possibile intravedere attualmente solo i ruderi di parte delle mura perimetrali esterne. Di certo si sa che i due centri rimasero spopolati sino al 1616 quando l’intera zona venna concessa in feudo alla famiglia De Gualbes e durante il loro possesso divenne marchesato.
Nel 1793 la popolazione si trovò a dover respingere il tentativo di sbarco della flotta francese guidata dal contrammiraglio Truguet che, al comando di 23 navi da guerra, tentò di sbarcare in Sardegna con l’obbiettivo di assoggettare Cagliari, retta dal vice re Balbiano.
Nel 1839 la famiglia Crespi di Valdaura riscattò il territorio di Suergiu e di Palmas e nel 1853, con reggio decreto num 1589, Palmas venne eretta a comune; con le frazioni di Suergiu, Matzaccara, Riu Sassu e Cortiois, contava quel tempo 1060 abitanti. Di queste frazioni Matzaccara ha una storia particolare e molto interessante, sotto l’aspetto storico, per la conoscenza della popolazione dell’intera isola. Certo che questo centro rimase abitato sino a dopo il 1000 ed inseguito alle continue incursioni saracene, così come il resto del territorio si spopolò per alcuni secoli. Il suo toponimo si presume derivi dal fenicio “Matz Acar”, che significherebbe rifugio angusto o dimora stretta. Nel periodo romano venne indicata col nome di” Popolum”, mentre lo storico Spano, nei suoi scritti la indica col nome di “Villamavar”.
Nel territorio si registrò la presenza di una piccola comunità di monaci che, dediti all’agricoltura e all’allevamento del bestiame, restarono a Matzaccara per alcuni secoli nnostante i pessimi rapporti con i feudatari di allora.
Nel XVIII secolo vi si insediarono alcune famiglie di pescatori provenienti dalla vicina portoscuso, che costituirono il nucleo originale dell’attuale cominità residente. La parte costiera del territorio di Matzaccara è stata interessata da un ‘imponente opera di rimboschimento con pini, che rende possibile un utilizzo di questi siti per scopi turistici.
Con atto deliberativo dell’11 marzo 1863 il re trasferì la sede comunale da Palmas a Suergiu che dal 1809 aveva acquisito la denominazione di San Giovanni Suergiu, derivante dalla sintesi del nome del santo patrono e della parrocchia, San Giovanni Battista con quella di Suergiu.
Dell’antica parrocchiale di San Giovanni Battista costruita nel XIII secolo e abbandonata nel 1936 perché ritenuta pericolante, resta ancora la struttura principale in cattivo stato di conservazione. In conseguenza di tale atto fu decisa la costruzione che venne ultimata nel 1889 con una spesa complessiva di lire 16000.
Il comune da quel momento prese il nome di Palmas Suergiu che tenne fino al 1952, anno in cui con decreto del presidente della repubblica, venne definitivamente chiamato con denominazione attuale di San Giovanni Suergiu.

Economia

Sino all’inizio del 1900 l’economia di San Giovanni Suergiu era caratterizzata da un’agricoltura arcaica e di sussistenza e dall’allevamento del bestiame, soprattutto ovino, altrettanto povero.
Successivamente però il territorio subì una radicale trasformazione: vi si insediarono industrie importanti (come la centrale elettrica di Santa Caterina); vi fu costruito un opifico per la lavorazione del magnesio della società S.A.M.I.S; diventò lo snodo ferroviario principale delle F.M.S. e divenne un importante centro agricolo, anche sotto l’aspetto delle sperimentazioni di nuove colture (tabacco, riso, cotone, carciofo e atro) con l’azienda statale dell’IMPS nata dopo l’imponente opera di bonifica delle paludi esistenti nel territorio, che sradicò la temutissima e diffusissima malaria. In funzione di un più razionale sfruttamento agricolo, i terreni furono serviti da una capillare rete irrigua che dal vicino bacino artificiale di Monte Pranu raggiungeva gran parte del territorio suergino.
Risale a questo periodo l’insediamento a San Giovanni Suergiu di tante famiglie di contadini e allevatori provenienti dal Veneto dal Friuli e dalla Romagna, che con la loro professionalità, garantivano una produzione agricola all’avanguardia.
Il bacino carbonifero adiacente San Giovanni Suergiu, completava le possibilità occasionali di allora.
Ma nel periodo immediatamente successivo alla guerra, il declino economico, già iniziato con la chiusura della S.A.M.I.S. nel 1939, ebbe un’accellerazione drastica e, una dopo l’altra, le attività industriali locali morirono, lasciando campo libero all’emigrazione di decine di famiglie verso le zone minerarie della Francia, del Belgio, della Germania, della Svizzera e verso il cosiddetto “triangolo industriale del nord Italia.
Questo fenomeno non fu rakkentato neppure della nascita di piccole realtà industriali come il “Mulino e Pastificio Brai” e la “Calcitrata”, scomparse negli anni ’80, ma capaci di dare occupazione, seppure preziosa, a poche decine di persone e la costruzione delle “Saline di Sant’Antioco” (chiamate così anche se fanno parte del territorio suergino) ora attraversate da una grave crisi e in via di smantellamento.

Numeri utili

MUNICIPIO SAN GIOVANNI SUERGIU
Piazza IV Novembre- tel. 0781.6999300

CARABINIERI
Via Pescatori – tel. 0781.68022

POLIZIA MUNICIPALE
Via Don Minzioni- Tel. 0781.6999332

FAMACIA
Via Porto Botte 92- Tel. 0781.68018

GUARDIA MEDICA
Via Bellini 1 – Tel. 0781.68179

AMBULANZA
Via Bellini- Tel. 0781.689633

BIBLIOTECA
Via Mazzini- Tel. 0781.6999321

UFFICIO POSTALE
Viale di Vittorio 11- tel. 0781.68012

PROLOCO:
Via Reg. Margherita 3- Tel. 0781.68287

RICORRENZE:

Maggio:
S.Elena Imperatrice a Matzaccara
Madonna delle Grazie a Palmas

Giugno 24:
S.Giovanni Battista

Luglio :
Madonna del Rosario – “Is Urigus”

Dal 16 Luglio al 7 Settenbre
Estate Sangiovannese

Creative Commons License