Santadi
| Dati Comune | |
|---|---|
| Superficie: | 115,59 km² |
| Abitanti: | 3.636 30-11-2009 |
| Densità: | 32,59 ab./km² |
| Frazioni: | Barrancu Mannu, Barrua, Is Cattas, Pantaleo, Santadi Basso, Su Benatzu, Terresoli |
| Comuni contigui: | Assemini (CA), Domus de Maria (CA), Nuxis, Piscinas, Pula (CA), Teulada (CA), Villa San Pietro (CA), Villaperuccio |
| CAP: | 09010 |
| Pref. telefonico: | 0781 |
| Codice ISTAT: | 107018 |
| Codice catasto: | I182 |
Comune della prov. Sulcitana Carbonia-Iglesias con 3767 abitanti, posto a 135m sul livello del mare, all’interno della costa che da sull’arcipelago del Sulcis. Regione storica: Sulcis. Diocesi di Iglesias.
Il territorio comunale comprende anche le frazioni Is Cattas, Is Sabas e Terresoli, e confina a nord con Narcao e Nuxis, a est con un’isola amministrativa di Assemini, con villa San Pietro e Pula, a sud con Teulada e ad ovest con Giba e Villaperuccio.
Storia
Il territorio dell’attuale comune di Santadi, frequentato sin dalla preistoria e per tutto il periodo nuragico ,come testimoniano i resti dei numerosi nuraghi sparsi nelle campagne ,conobbe insediamenti umani anche in epoca fenicio-punica e romana .
In età medioevale l’abitato ,detto anche di S.Agata de Zulkiso de Sols e la qui prima attestazione risale al 1066, era compreso nella curatoria di Sulcis o Sols, appartenente al regno sovrano di Cagliari .Nel 1257 entrò in possesso della famiglia pisana dei Donaratico della Gerargesca e nel 1324 venne concesso in feudo dall’Infante a Pietro De Sena .
Santadi nel corso del 500 e nel 1572 era ormai deserta ,ma si cistituì nel corso del 700 come centro agricolo ; in epoca moderna col suo territorio e quello di Tratalias una baronia che venne concessa al vescovo di Sulcis , dal quale passo al vescovo di Iglesias da qui fu riscatata in epoca sabauda .Nel tardo 800 fu sfruttata da una società francese per estrae olii minerali e carbone vegetale .L’attività cessò negli anni 1939-40. Negli ultimi anni questo comune ha preso parte al dibattito che a portato alla costituzione della prov. Di Carbonia- Iglesias o del Sulcis.
Patrimonio artistico
L’area comunale di Santadi costituisce una zona montagnosa nel cuore del Sulcis ove trovarono condizioni particolarmente favorevoli gli abitanti sia in periodo pre –nuragico che nuragico, diventando per i punici e i romani una costante spina nel fianco, foriera di possibili ribellioni o azioni di pirateria in qualunque momento.
Nel comune due località meritano un notevole interesse speleologico la prima è la Grotta di Su Benatzu, scoperta agli inizi degli anni 60, in cui aveva sede un importante culto. La grotta, naturale inaccessibile ,era strutturata in più ambienti di cui uno ,particolarmente intero, fungeva da luogo sacro principe.
La suppellettile ivi rinvenuta è oggi conservata al museo archeologico di Cagliari e comprende offerte votive che vanno dai piccoli e rozzi vasetti di impasto a oggetti di importazione che denotano una notevole ricchezza dell’offerente, quali un tripode bronzeo importato probabilmente da Cipro e databile al VIII secolo a.C.
In località Su Benatzu si trova, la grotta di Is Zuddas, che riveste un notevole interesse speleologico per alcune grandi sale tappezzate da bellissime concrezioni: la più nota è chiamata “sala paradiso” a causa dei cristalli candidi di aragonite di cui le pareti e la volta abbondano, offrendo al visitatore uno spettacolo fantastico.
L’altro importante centro archeologico è la Fortezza fenicio-punica di Pani Loriga, che sorge sulla collinetta alla destra della strada che proviene da Giba.
Si tratta di un avamposto militare fondato da una colonia fenica della costa (forse l’ignoto centro che sorgeva a Porto Pino o forse la stessa Sulsis) col preciso compito di tenere a bada le irrequiete genti dell’interno. Strutturato sul modello della consimile fortezza di Monte Sirai (carbonia ), gli scavi archeologici non ne hanno finora comunque messo in luce la monumentalità.
E’ stata invece scavata in maniera notevole la necropoli che ha restituito materiale che vanno dal VI (forse VII) secolo a.C. tutto il periodo punico, date da considerare valide anche per la vita della fortezza.
A Santadi si conserva anche una piccola chiesa della Madonna delle Grazie, della fine del XVI secolo nella quale restano pochi arredi di un qualche interesse: una statua, un dipinto raffigurante le anime purganti, di stile popolaresco.
La chiesa ha navata unica, campanile a vela e campana del 1582.
Nel territorio troviamo la piccola chiesa di Santa Maria di monte Flacco ad aula, molto semplice, tipico esempio dell’architettura religiosa minore di cui il sulcis è ricco.
La chiesa parrocchiale di S.Nicolò, ottocentesca, ha navata unica con volta a botte.
All’interno si conservano un bel crocifisso settecentesco, due candelabri d’argento, vari parametri settecenteschi e un ostensorio in stile neoclassico.
Economia
Le attività di base della sua economia sono l’agricoltura, in particolare la viticoltura, e rinnomata la cantina sociale, l’orticoltura e l’olivicoltura, l’allevamento del bestiame, in particolare di bovini e suini e in misura minore di ovini, caprini e pollame. Negli ultimi decenni si sta sviluppando anche una modesta attività industriale nel settore lattiero-caseario, del legno e metalmeccanico. Vi operano anche due ristoranti. È dotato di proloco stazione dei carabinieri, medico, guardia medica, farmaci, scuola dell’obbligo e scuola secondaria superiore (istituto professionale), sportello bancario. Possiede una biblioteca comunale e un museo etnografico.
Tradizioni popolari
Di notevole interesse la sagra patronale in onore di S. Nicola di Bari ai primi di settembre , mentre nella prima quindicina d’agosto ogni anno si celebra il matrimonio maritano, che fa risorgere antichi riti nuziali di grande valore etnografico .
Degno di attenzione anche l’incontro di venerdì santo .
E’ stato riscoperto e valorizzato il costume tradizionale di foggia popolaresca.
Rinomata la cucina locale per le grive ,le salsicce ,i ravioli di formaggio o ricotta , gli arrosti, la selvaggina ,i funghi e l’agnello “a sa maurreddina”.
Un’ escursione a Santadi offre poi anche motivi di interesse gastronomico per gli ottimi formaggi pecorini del caseificio sociale e per i vini della cantina sociale ,dei quali il carignano ha la particolarità di essere prodotto da un vitigno di eccezionale resistenza alla fillossera, per cui l’appassionato di enologia potrà farsi condurre da qualche viticoltore e vedere viti plurisecolari.


