Villamassargia
| Dati Comune | |
|---|---|
| Superficie: | 91,47 km² |
| Abitanti: | 3.705 31/05/2007 (fonte Istat) |
| Densità: | 40,5 ab./km² |
| Comuni contigui: | Domusnovas, Iglesias, Musei, Narcao, Siliqua (CA) |
| CAP: | 09010 |
| Pref. telefonico: | 0781 |
| Codice ISTAT: | 092094 |
| Codice catasto: | L968 |
| Nome abitanti: | |
| Santo patrono: | Madonna della Neve |
Abitanti 3713, posto a 121m s.l.m., 10 km a sud est di iglesias.
Regione storica: Cixerri. Diocesi di Iglesias, si estende per 91,47 km quadrati.
Territorio
Il territorio ha notevole interesse geologico, con calcari, e archeociatidi in località Corongiu e Monte Ollastu; in località ( Is Seddas de Andria Cannas) esiste, nei calcari paleozoici, la grotta di Impera Freis. Il territorio comunale soggetto alla riserva di caccia autogestita "Montexi", si presenta a macchia mediterranea attraversata dal fiume Cixerri e offre la sorgente oligominerale di Piccolo Malu.
Il paese si trova lungo una strada che seguendo la valle unisce la super strada 131 con Carbonia, ma è unito con una bretella anche alla super strada 130 Cagliari-Iglesias, che passa a 4 km di distanza. Una strda secondaria crea un collegamento diretto con Iglesias, mentre la stazione ferroviaria, lungo la linea Cagliari-Iglesias, è a due km, in comune con Domusnovas.
Storia
Il territorio di Villamassargia conserva numerose testimonianze archeologiche, a partire dal periodo nuragico. Il villaggio attualmente ha origini medioevali, appartenne al giudicato di Cagliari. Caduto il giudicato di Cagliari, nella divisione del 1257 fu compreso nel territorio assegnato ai della Gherardesca e inseguito al ramo del conte Ugolino. Nel 1295 e nel 1302 Villamassargia passava sotto il diretto controllo del comune pisano esssendosi essi impadroniti del Cixerri. Nel 1324 sia la Villa (allora fortificata9 che il vicino castello di Gioiosa Gurdia cadevano in mano ai catalano-aragonesi che avevano iniziato la conquista della Sardegna ne giugno del 1323. non c'è dubbio che Villamassargia ebbe da sempre un ruolo economico di primo piano data la floridezza della sua agricoltura, e ancora oggi è il centro abitato dell'intero Sulcis che è riuscito a mantenere il reddito dei suoi abitanti più stabile.
Archeologia
Patrimonio archeologico
Il territorio conserva alcuni nuraghi, in particolare quelli di Margani, Margodi, Meloni e Monte Scorra. Nelle vicinanze del rio Cabudacquas sono inoltre i resti di un acquedotto e di alcune fonderie del periodo romano.
Cultura
Patrimonio Artistico e Culturale
Il centro urbano ha conservato il nucleo più antico con alcune case a corte costuite in mattoni di terra cruda. Al centro del paese è la chiesa di San Ranieri (oggi intitolata alla vergine del Pilar) fu costruita nel 1318. L'interno è a una navata con copertura in legno sorretta da archi; nel corso del secolo XVI fu modificata e attualmente presenta caratteri gotici; vi si conservano un grande dipinto sull'altare maggiore e un'acquasantiera del 600'. Il prospetto di questa chiesa si rifà al modello della cattedrale di Santa Maria Tratalias (1213) insieme alle più recenti chiese gotiche della vicinissima Iglesias. Fuori dal paese, sulla cima di un colle vulcanico, si trovano i ruderi del castello di Gioiosa Guardia (posto a protezione del centro di Villamassargia, controllava fin dal XIII secolo le vie d'accesso alla zona mineraria dell'iglesiente) :rimangono pochi resti della cinta e una torre molto danneggiata.Esso era in stretta relazione con il castello dell'Acqua fredda (Siliqua)e con il sistema difensivo della vicina Villa di Chiesa (oggi Iglesias). Di particolare suggestione è il sito di Is Seddas de Ardria Cannas, dove si trova la Grotta di Impera Frei che si apre nel calcare paleozoico.
Feste
FESTE E TRADIZIONI POPOLARI
Tra le numerose feste popolari la maggiore è in onore della Madonna della Neve patrona del paese e si celebra il 7 agosto e dura due giorni; prevede alcuni manifestazioni e una spettacolare processione a cavallo. Un'altra importante festa si svolge in onore della Madonna del Pilar la domenica più vicina al 12 agosto presso la chiesetta di San Ranieri.
Economia
Le attività di base della sua economia sono: agricoltura, cerealicoltura, la viticoltura, orticoltura e la frutticoltura. L'allevamento del bestiame, in particolare di bovini, suina, ovini, caprini, equini e pollame.Negli ultimi decenni si sta sviluppando anche l'attività industriale nei settori alimentari, lattiero, caseario, metallurgico, edilizio, la lavorazione del legno e soprattutto l'artigianato artistico della tessitura per la produzione di tappeti arazzi e tende in stile sardo, di cui si segnalano alcuni laboratori: cooperativa di tessitura. La cucina propone agnelli, porchetti, pilloni e taccula, amaretti, pastiglie di mandorla, pardulas, vini pregiati quali Monica e Nuragus.
Nei pressi della chiesa di N.S del Pilar veniva organizzato un grande fuoco pubblico, visibile da Iglesias e Domusnovas sul quale si riversavano svariate tonnellate di legna portata soprattutto da sortu Mannu, posto ai piedi del colle di Gioiosa Guardia e dove vennero impiantati, tra il 1300 1 il 1600 ulivi esistenti ancora oggi.


