Incubo fluoro su Portoscuso

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      Incubo fluoro su Portoscuso Inquinamento. I dati delle analisi dell’Arpas confermano i sospetti sulle emissioni dell’Alcoa Tra i cittadini di Portoscuso e i lavoratori del polo industriale di Portovesme cresce la paura per i pericoli derivanti dalle emissioni di fluoro dalle celle elettrolitiche dell’Alcoa: si sollecitano provvedimenti ma Comune e Provincia prendono tempo.A Portovesme la paura fa 124, come i microgrammi di fluoro riscontrati dall’Arpas in un metro cubo di aria. Hanno paura gli operai dell’Alcoa, che per settimane hanno lavorato in condizioni ambientali difficili, con le celle elettrolitiche "in anomalia". Ed hanno paura i cittadini, soprattutto quelli di Paringianu, la frazione verso cui il maestrale indirizza tutto ciò che viene fuori dalle ciminiere di Portovesme. «Da settimane stiamo respirando quest’aria – dice Elio Maccioni, pensionato residente a Paringianu – e anche se non siamo scienziati abbiamo capito subito che c’era qualcosa che non andava. L’odore, certo, e quel fastidio alla gola la mattina. Eppure, quanto tempo ci è voluto prima di sapere con certezza di cosa si trattava e in quale quantità? Posso capire la storia dei posti di lavoro, ma alla salute dei cittadini non ci pensa mai nessuno?»LA PAURA Anche nella fabbrica della multinazionale dell’alluminio serpeggia la paura. Sintomatico quello che è successo lunedì sera, intorno alle 23 nella Sala elettrolisi: da una cella venivano fuori troppe emissioni, tanto che sono stati gli stessi operai a chiedere che venisse bloccata, sollecitando anche l’intervento dei delegati sindacali. Alla fine la cella è stata fermata, arrivando così a quota 61 celle spente. Ieri pomeriggio, poi, una parte della Rsu ( la proposta è stata firmata da Stefano Lai, Massimo Cara, Massimilano Basciu, Sergio Pisu, Roberto Ballocco e Andrea Cuccu) ha chiesto all’azienda di fermare le celle che superano i mille gradi di temperatura. «Sono quelle che danno più problemi dal punto di vista ambientale – dicono i delegati – e se davvero si vuole superare l’emergenza l’azienda deve fermarle immediatamente. Non siamo disposti ad accettare che si continui così, i lavoratori sono giustamente preoccupati. Le celle più critiche, circa una decina, devono essere spente».SPEGNETE QUELLE CELLE Una sollecitazione forte, che si aggiunge alla richiesta di un protocollo sanitario, con controlli da estendere a tutti i lavoratori. I risultati delle analisi effettuate dall’Arpas sono stati comunicati anche all’amministrazione comunale di Portoscuso e alla Provincia: al momento non risultano atti formali delle due amministrazioni.«Concentrazioni di fluoro così alte non mi stupiscono – dice Angelo Cremone, consigliere comunale dei Verdi – ma non vorrei che i prelievi fossero stati eseguiti in giornate di pioggia, perché l’acqua abbatte il fluoro. Per maggiore sicurezza di tutti sarebbe opportuno fare dei controlli diretti sui cittadini e sui lavoratori, le conseguenze del fluoro non sono uno scherzo, basta pensare agli animali malati di fluorosi cronica ritrovati nelle campagne di Paringianu».ALLARME ALTO Nella cittadina industriale l’allarme è alto, molti cittadini nei giorni scorsi hanno segnalato la situazione alle forze dell’ordine. «Ho chiamato prima la Prefettura, poi i carabinieri – dice un professionista, che da 15 anni abita a Portoscuso – e mi hanno detto che la mia non era la prima segnalazione. Non so cosa fosse quella nube, ma mi ha molto spaventato perché da quando vivo qui non ho mai visto niente del genere. Ho dei bambini piccoli, ho pensato a loro quando ho fatto la segnalazione».(Fonte: Unione Sarda)  
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